
Il gioiello d’autunno: la Fiera del Marrone a Cuneo
16–18 ottobre 2026 · 27ª edizione nazionale
Da noi, a ottobre, Cuneo cambia faccia. Piazza Galimberti, via Roma e piazza Virginio si riempiono di stand, fumo delle caldarroste e voci delle valli. Per tre giorni la città è la capitale italiana del marrone. E per chi alloggia da Eremes è la gita più semplice di tutte: la piazza è a dieci minuti a piedi.
Perché è una fiera nazionale (e perché conta così tanto qui)
Non è una sagra di paese. La Regione Piemonte le riconosce la qualifica di fiera nazionale dal 2009: è una mostra-mercato ufficiale, con espositori selezionati da tutta Italia e, sempre più, da oltreconfine. Nel 2026 si celebra la 27ª edizione della formula moderna e, insieme, i 90 anni dalla prima fiera degli anni Trenta. Dal 2027 passerà a fiera internazionale.
Per Cuneo il marrone non è un pretesto di festa. Fino a metà Novecento, nelle valli, il castagno era «l’albero del pane»: farina, caldarroste, seccatoi. Le castagne cuneesi partivano dal mercato cittadino verso Genova e, da lì, fino a New York: in America «la Cuneo» era sinonimo di castagna. Oggi in provincia ci sono circa 2.400 aziende, oltre 4.200 ettari di castagneto da frutto e una produzione media tra i 37 e i 41 mila quintali. La fiera è la vetrina di questa filiera.
I numeri lo confermano: 200–300 mila visitatori in tre giorni e, nel 2025, il New York Times l’ha messa tra i sette festival europei del raccolto autunnale più golosi, chiamando il marrone di Cuneo «gioiello d’autunno».
Castagna o marrone? Cosa si trova nelle nostre valli
In cucina si usa tutto come “castagna”, ma in campo la differenza c’è. Il marrone è di solito un frutto solo nel riccio, più grosso, più dolce, con la pellicina che si stacca meglio: è quello da pasticceria e da marrons glacés. La castagna spesso ne ha due o tre nello stesso riccio, è più piccola e si presta alla farina e all’essiccazione.
Entrambe, se coltivate nel disciplinare, possono fregiarsi della Castagna Cuneo IGP: un marchio che copre una ventina di varietà tradizionali e circa cento comuni della Granda.
Le varietà che sentirete nominare più spesso
- Marrone di Chiusa Pesio — il più “nobile”. Pezzatura grande, polpa fine, il preferito per confetture e glacé.
- Garrone Rosso — Valle Grana e Stura. Medio-grande, ottimo da fresco e in marmellata.
- Garrone Nero — Grana, Gesso, Pesio. Da tavola, sapore deciso.
- Tempuriva — Stura, Varaita, Maira. Arriva prima delle altre, già a fine settembre.
- Gentile e Bracalla — classiche da fresco delle valli cuneesi.
- Castagna della Madonna e Sarvaschina — precoci, più piccole, le prime in fiera.
- Gabiana e Pelosa — tardive, pensate per seccatoio e farina.
In fiera le troverete caldarroste, lessate, in crema, nei dolci, nella farina e nei liquori. Il consiglio da casa: assaggiate un marrone di Chiusa Pesio e un Garrone Rosso a confronto. Capirete perché qui si fa una fiera nazionale e non una semplice castagnata.



Quando, dove, orari (e il programma del Comune)
Date 2026 confermate: venerdì 16, sabato 17 e domenica 18 ottobre.
Tema dell’edizione: «Un viaggio lungo 90 anni».
Sito ufficiale: marrone.net
Gli orari di apertura al pubblico, già comunicati per questa edizione, sono:
| Giorno | Orario | Cosa c’è in città |
|---|---|---|
| Ven 16 ottobre | 9.00 – 23.00 | Apertura stand in centro, primi assaggi e inaugurazione |
| Sab 17 ottobre | 9.00 – 23.00 | Giornata piena: mercato, show cooking, musica in piazza |
| Dom 18 ottobre | 9.00 – 21.00 | Ultimo giorno di fiera, laboratori e chiusura serale |
Dove. Piazza Galimberti, via Roma, piazza Virginio. Intorno: Contrada Mondovì (artigianato), Giardini Fresia (laboratori e famiglie), Sala San Giovanni, Palaclima in largo Audiffredi.
Il calendario dei concerti, convegni, randonnée e aperture straordinarie della Torre Civica esce di solito a ridosso dell’evento. Va seguito su marrone.net/programma e su comune.cuneo.it.
Come viverla da Eremes, senza stress
Venerdì pomeriggio è il momento più comodo: meno folla, stand già aperti, luce bella per le foto. Sabato è il giorno pieno. Domenica si chiude prima. Portate un sacchetto per i marroni da portare in camera — e un po’ di pazienza in piazza.
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